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TITLETITRE
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Green_building_cover_2
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Maison Dumont Ginevra, Svizzera Studio di progettazione: Meyer Architecte, Ginevra, Svizzera. Impresa di posa legno: Swisswood Projet Group SA, Lonay, Svizzera. Impresa di posa superfici in resina: Resin srl, San Zeno Naviglio (BS)

Ci siamo ritrovati con un cortile abbandonato, un cortile dimenticato alla fine d'un corridoio, un non-luogo. Abbiamo dovuto inventarci un progetto per ridargli vita; crediamo che l'architettura serva anche a questo. Un tema ricco: l'innesto d'una casa cittadina che avrebbe ospitato stanze per ospiti. In altezza e in profondità il cortile s'è ingrandito; al di là della forma, che ci è stata imposta, abbiamo optato per una materialità generica. Il tetto, visibile da ogni lato, è di-ventato la facciata principale, ricoperta di rame. Per certi versi, si è diffuso per rivestire tutto l'edificio attraverso un processo d'astrazione geometrica. L'obiettivo era quello di dimostrare come fosse possibile proporre una definizione contemporanea dello spazio e della sua rappresentazione all'interno d'una struttura dalle caratteristiche storiche ben definite e quasi immutabili. In questo modo, facendo rivivere lo storico legame che legava questo luogo alla strada, ci collochiamo all'interno di quella continuità storica che vuole che la città si costruisca, sempre e comunque, su se stessa. Il cortile, è casa? "L'architettura è l'arte di costruire spazi che permettano la creazione di legami: senza spazi, alcun legame è possibile." Marc Augé, Non-lieux. Prender possesso d'un cortile del centro storico ha presupposto modalità di costruzione particolari. Un intervento adattato alle condizioni specifiche del luogo. Il terreno, esiguo e circoscritto, ha richiesto l'utilizzo di procedure diametralmente opposte: da un lato, l'utilizzo d'un elicottero per trasportare la struttura del tetto in legno lamellare e dall'altro, lo scavo e la spianatura del terreno fatti interamente a mano. Il terreno sabbioso e
l'assenza di fondamenta negli edifici esistenti che formavano il perimetro del cortile ci hanno obbligati a un lavoro minuzioso per costruire fondazioni che hanno richiesto l'utilizzo di armature di piccole dimensioni. Una volta terminati il rivestimento e l'intelaiatura, una struttura in calcestruzzo costituita da tre muri e da lastre ha dato forma all'insieme. Le pareti sono state erette in mattoni fatti a mano dalla tonalità simile alla pietra di molassa tipica delle costruzioni del centro storico, i pavimenti e i rivestimenti sono tutti di Kerakoll Design House, mentre i sof-fitti sono rimasti privi di cassaforma. Il tetto è stato rivestito di rame, unico materiale utilizzato per tutti i rivestimenti esterni. Nel caso dei profili angolari delle lastre e delle finestre scorrevoli è stato utilizzato il rame per i raccordi e i lucernari. Il cortile e le vie d'accesso hanno ritrovato l'originale rivestimento in mattoni ed è stato installato un sistema d'illuminazione specifico, sia per l'interno che per l'esterno: quest'ultimo accompagna il percorso del corridoio d'accesso sovrastato da semicilindri in acciaio cerato.

Maison Dumont Ginevra, Svizzera Studio di progettazione: Meyer Architecte, Ginevra, Svizzera. Impresa di posa legno: Swisswood Projet Group SA, Lonay, Svizzera. Impresa di posa superfici in resina: Resin srl, San Zeno Naviglio (BS)

Ci siamo ritrovati con un cortile abbandonato, un cortile dimenticato alla fine d'un corridoio, un non-luogo. Abbiamo dovuto inventarci un progetto per ridargli vita; crediamo che l'architettura serva anche a questo. Un tema ricco: l'innesto d'una casa cittadina che avrebbe ospitato stanze per ospiti. In altezza e in profondità il cortile s'è ingrandito; al di là della forma, che ci è stata imposta, abbiamo optato per una materialità generica. Il tetto, visibile da ogni lato, è di-ventato la facciata principale, ricoperta di rame. Per certi versi, si è diffuso per rivestire tutto l'edificio attraverso un processo d'astrazione geometrica. L'obiettivo era quello di dimostrare come fosse possibile proporre una definizione contemporanea dello spazio e della sua rappresentazione all'interno d'una struttura dalle caratteristiche storiche ben definite e quasi immutabili. In questo modo, facendo rivivere lo storico legame che legava questo luogo alla strada, ci collochiamo all'interno di quella continuità storica che vuole che la città si costruisca, sempre e comunque, su se stessa. Il cortile, è casa? "L'architettura è l'arte di costruire spazi che permettano la creazione di legami: senza spazi, alcun legame è possibile." Marc Augé, Non-lieux. Prender possesso d'un cortile del centro storico ha presupposto modalità di costruzione particolari. Un intervento adattato alle condizioni specifiche del luogo. Il terreno, esiguo e circoscritto, ha richiesto l'utilizzo di procedure diametralmente opposte: da un lato, l'utilizzo d'un elicottero per trasportare la struttura del tetto in legno lamellare e dall'altro, lo scavo e la spianatura del terreno fatti interamente a mano. Il terreno sabbioso e
l'assenza di fondamenta negli edifici esistenti che formavano il perimetro del cortile ci hanno obbligati a un lavoro minuzioso per costruire fondazioni che hanno richiesto l'utilizzo di armature di piccole dimensioni. Una volta terminati il rivestimento e l'intelaiatura, una struttura in calcestruzzo costituita da tre muri e da lastre ha dato forma all'insieme. Le pareti sono state erette in mattoni fatti a mano dalla tonalità simile alla pietra di molassa tipica delle costruzioni del centro storico, i pavimenti e i rivestimenti sono tutti di Kerakoll Design House, mentre i sof-fitti sono rimasti privi di cassaforma. Il tetto è stato rivestito di rame, unico materiale utilizzato per tutti i rivestimenti esterni. Nel caso dei profili angolari delle lastre e delle finestre scorrevoli è stato utilizzato il rame per i raccordi e i lucernari. Il cortile e le vie d'accesso hanno ritrovato l'originale rivestimento in mattoni ed è stato installato un sistema d'illuminazione specifico, sia per l'interno che per l'esterno: quest'ultimo accompagna il percorso del corridoio d'accesso sovrastato da semicilindri in acciaio cerato.